Making of…

Spesso qualcuno mi chiede come faccio le mie storie….dato che non sempre è facile spiegare la cosa allora inauguro questa pagina per spiegare brevemente il percorso.

La prima parte del processo di costruzione di una storia (quando una storia viene fatta bene e non di fretta/superficialmente) non è mai semplice come la si immagina. Cosa voglio narrare? che messaggio voglio trasmettere? ecc… . Poi si passa alla costruzione del mondo in cui si muoveranno i protagonisti della narrazione e giù schizzi disegni, prove ecc…Ci sono storie (come la mia) che per formarsi hanno bisogno di anni…anni in cui a poco a poco si formano le idee..inutile correre o sperare di inventarsi su due piedi qualsiasi cosa.

I disegni sono una parte più a valle (diciamo quasi a metà del percorso) di tutto questo processo. Qui una piccola bozza del percorso che seguo di solito (a grandi linee, poi ognuno ha il proprio percorso personale)

Primo step: (partendo dal presupposta che una persona abbia già in mente cosa voglia disegnare, personaggi ecc..). Il primo step consiste nel mettere su carta le idee che mi frullano in testa. Mi sono reso conto spesso che le idee che avevo in mente, disegnate a mano non sempre corrispondono. E’ come se nella testa avessi vaghe idee, scrivere e disegnare aiuta a rendere più netti e decisi i confini delle idee.

Secondo step: il più difficoltoso di tutti. Ma è un punto chiave. Come impostare la storia? chi mettere al centro? Per esempio in una storia ho messo al centro le avventure delle due aris girls e ho messo in secondo piano le avventure del resto del gruppetto (perchè in quella storia erano le due aris girls che avevano un ruolo importante). Cosa voglio narrare? Chi è il vero protagonista della storia? Le Aris Girls? il gruppetto o qualcosa di più metaforico? il crollo di un’ideale?

Terzo step: le idee sono più chiare. A questo punto inizio, da dei semplici scarabocchi a disegnare volti e scene più precise giusto per avere un’idea migliore di cosa dovrò realmente disegnare e stabilisco le inquadrature e spazi per i dialoghi.

A quel punto prendo un foglio pulito ed inizio a disegnare bene la scena a matita. Dopodichè la ricalco con una penna speciale (rapidographic)

Alla fine di questo processo avrò il foglio di brutta pronto ma con tutte le sbavature della matita. Cancellarle a mano sarebbe impossibile e con lo scanner prenderei anche le impurità che mi darebbero fastidio durante la fase di colorazione

Entra in gioco la lavagna luminosa. Il foglio di brutta sotto, il foglio pulito sopra….

Questo passaggio mi permette di prendere un’immagine pulita dei miei disegni (e rare volte mi è capitato anche di fare correzioni anatomiche al volo). Infine scanner e computer. Prima pulisco il foglio dalle piccole sbavature, controllo delle immagini per vedere se sono chiuse ed infine aggiunta del testo. Chiusura delle vignette e definizione delle cellette. Ed infine arriva la colorazione.

Prima tinte piatte e solo per ultimo sfumature.

Tappa fondamentale: perchè un fumetto riesca ad appassionare è necessario che sia credibile. Le ambientazioni e i dettagli fanno la parte del leone per costruire al meglio l’illusione che si deve saper generare. Di conseguenza ogni disegnatore ha con sé un’incredibile magazzino di foto. In questo caso dovevo disegnare una montagna e volevo che il disegno del profilo fosse più reale di altre montagne che ho disegnato prima.

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